Comitato Marsicano NO Powercrop
19set/130

Il gruppo Maccaferri nella Marsica produce disoccupazione ed energia elettrica

maccaferri
Di Ciro Sabatino

Il gruppo Maccaferri tre anni fa ha ceduto la sua azienda metalmeccanica di Celano al gruppo Pittini che ha deciso di chiuderla e di lasciare a casa i suoi 85 lavoratori. Nel 1998 alla Sadam del gruppo Maccaferri gli fu concessa la costruzione della centrale turbogas da 190 megawatt a Celano con l'accordo di salvaguardare i lavoratori occupati e i livelli produttivi dello zuccherificio di Celano. Nel 2006 grazie a un accordo con il ministero delle politiche agricole, lo zuccherificio di Celano viene chiuso, i 230 lavoratori messi in cassa integrazione con la promessa di essere assorbiti nel progetto di riconversione che all'inizio prevedeva la costruzione di un impianto di lavorazione di patate e ortaggi. Questo impianto non e' stato mai costruito ma in cambio la Powercrop inizialmente al 100% di proprieta' del gruppo Maccaferri, ora il 50% delle quote sono state vendute a Enel Green Power, dal 2007 vuole costruire un mega impianto a biomasse da 35 megawatt nel territorio comunale di Avezzano sempre con l'intento di assorbire gli ex lavoratori dello zuccherificio di Celano. C'e' da dire che il progetto presentato dalla Powercrop prevede l'impiego di una trentina di unita'. Ricapitolando, il gruppo Maccaferri nel nostro territorio ha ceduto un'azienda metalmeccanica ad nuova proprieta' che dopo tre anni la vuole chiudere dopo aver utilizzato tutti gli ammortizzatori sociali per 85 lavoratori. Nel 2006 ha chiuso lo zuccherificio di Celano che occupava 230 lavoratori. In cambio pero' il gruppo Maccaferri nel nostro territorio gli e' stato concesso di costruire una centrale turbo gas da 190 megawatt che occupa appena una decina di lavoratori e se non fosse stato per l'opposizione dei cittadini di Avezzano, delle associazioni di categoria agricole e ambientaliste, ora avrebbe costruito nel territorio del Comune di Avezzano anche una mega centrale a biomasse da 35 megawatt che avrebbe occupato una ventina di lavoratori. Concludendo, il gruppo Maccaferri nel nostro territorio ha dismesso due opifici che occupavano in totale circa 315 lavoratori e in cambio ogni anno incamera dalle nostre bollette elettriche milioni di euro di incentivi con la sua centrale a turbo gas da 190 MWh. I marsicani e il loro ambiente ringraziano di cuore il gruppo Maccaferri.

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20lug/130

Allarme Rosso: Il Decreto del Fare…l’inceneritore a biomasse

Il Comitato Marsicano No PowerCrop, Wwf e Fare Verde  lanciano l’allarme: da lunedì 22 luglio arriverà in Parlamento un emendamento al D.L. 69/2013 (c.d. decreto del fare) che mira a far dichiarare “di interesse strategico nazionale” i progetti di riconversione del settore bieticolo- saccarifero riproponendo inoltre la norma sui commissariamenti già prevista dall’ art 29 del  D.L. 5/2012, dichiarato parzialmente incostituzionale dalla Consulta con sentenza  n°62/2013.

Si tratta di un’iniziativa gravissima – dichiara Angelo Viscogliosi, Presidente del Wwf  Marsica- la vocazione agricola e ambientale del nostro territorio verrebbe definitivamente compromessa dallo sciagurato progetto della mega centrale a biomasse che la PowerCrop vorrebbe realizzare ad Avezzano,in loc. Borgo Incile. Tale progetto vede la ferma opposizione delle associazioni Ambientaliste, delle Organizzazioni Professionali Agricole (CIA, Coldiretti e Confagricoltura), dei cittadini di Avezzano, Luco dei Marsi e della Marsica tutta”.

Massimo de Maio, Presidente di Fare Verde Onlus sottolinea  ribadisce ancora una volta che , “l’installazione di una mega centrale a biomasse nella piana del Fucino è assurda considerando la conformazione della piana stessa ove gli inquinanti tendono a ristagnare per via della limitata circolazione atmosferica”.

Ricordiamo che : il

  • procedimento di approvazione regionale del progetto di centrale è oggi sospeso in quanto sono emersi gravissimi dubbi sulla legalità e legittimità del parere positivo espresso dal Comitato VIA nel settembre 2010.
  •  Attualmente pendono tre ricorsi davanti al TAR e il  Consiglio Regionale del novembre 2011 ha decretato la sospensione del procedimento sino alla definizione dei ricorsi al TAR.

Sarebbe gravissimo se un Prefetto  volesse contraddire la volontà popolare espressa nelle delibere di contrarietà del Consiglio Regionale Abruzzese, del Consiglio provinciale dell’Aquila e dei Consigli Comunali di Avezzano e Luco dei Marsi: la popolazione Marsicana si è già espressa con fermezza contro tale progetto che contrasta con gli interessi ambientali, paesaggistici ed economici del nostro territorio. Confidiamo quindi che tutti i parlamentari marsicani e abruzzesi si batteranno in Parlamento per evitare queste brusche accelerazioni ed evitare che si arrivi alla disastrosa realizzazione di un’opera che nessuno vuole, ovvero al Commissariamento Prefettizio. Segnerebbe  una sconfitta per le Istituzioni e per la Politica, se, per impedire tanto scempio, i cittadini fossero costretti a mettersi davanti alle ruspe o ai carabinieri.

Il Comitato No PowerCrop ha dimostrato in modo puntuale ed analitico che nel territorio marsicano e limitrofo non sono disponibili le biomasse lignee per il funzionamento di tale impianto, sorgono dunque dubbi inquietanti sulla alimentazione della centrale. Si è inoltre dimostrato che dal punto di vista occupazionale verrebbero impiegate pochissime maestranze danneggiando invece l’ economia agricola del Fucino attraverso la perdita di migliaia di posti di lavoro.
Il Comitato chiede una ferma presa di posizione del Comune di Avezzano, considerato anche che il progetto contrasta con il Piano di Gestione della Riserva Naturale del Salviano.

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22mag/130

Sulle biomasse il confronto sia trasparente

E così a seguito dell'editoriale pubblicato dal direttore Tedeschini sul quotidiano Il centro, la società Powercrop accoglie l'invito al confronto dichiarandosi trasparente. Riportiamo di seguito la risposta della Powercrop

Egregio Direttore, salutiamo con favore la sua disponibilità ad organizzare una conferenza regionale per illustrare i nostri investimenti, tra cui la riconversione dello zuccherificio di Celano. L'Osservatorio NIMBY Forum ha diffuso la settimana scorsa la lista dei progetti infrastrutturali contestati in Italia: 354 in totale. Il paradosso è che ci troviamo di fronte a un incremento del 7% delle contestazioni rispetto al 2011. Nonostante una crisi devastante, non si riescono a creare le condizioni per investimenti produttivi. Non vi è dubbio che si debbano fornire tutte le informazioni ed i dettagli per un dibattito pubblico serio, trasparente e scevro da pregiudizi.

Il nostro progetto parte nel 2007 con l'accordo di riconversione definito "di interesse nazionale" da una legge dello Stato. Dopo 755 giorni il progetto ha ottenuto la Valutazione di Impatto Ambientale. La richiesta di Autorizzazione Unica per l'avviamento di questo impianto di generazione da fonte rinnovabile risale a novembre 2011: oggi, dopo 548 giorni, la conferenza dei servizi non è stata ancora avviata. L'investimento previsto è di 115 milioni di euro, per una ricaduta occupazionale che, con l'indotto, supererebbe le 300 unità, risolvendo il problema della cassa integrazione dei lavoratori dell'ex zuccherificio. Questa è solo una parte del progetto che stiamo realizzando in Italia e che vogliamo raccontare ai cittadini abruzzesi con risposte chiare e trasparenti, nella convinzione che la centrale non rappresenti un problema per il territorio, ma, al contrario, una grande opportunità. Relazioni Esterne Powercrop

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19mag/130

L’editoriale de “Il Centro”: sempre piu’ forti, sempre meno gentili

Riportiamo di seguito il testo integrale dell'editoriale de "Il centro" a firma del direttore Mauro Tedeschini, che parlando di biomasse, lancia una sfida al confronto per, secondo la sua opinione, colmare il deficit di informazioni di quei cittadini che si oppongono a queste centrali.

centrali a biomasse Powercrop

di MAURO TEDESCHINI -Il titolo qui sopra non è opera mia: ho preso a prestito lo slogan di Nuovo Senso Civico, una delle tante associazioni che si oppongono, con crescente durezza, alla costruzione di nuove centrali a biomasse in Abruzzo. Qui siamo a Treglio e ci si batte contro un ampliamento dell’impianto, ma non è che i toni siano meno accesi a Guardiagrele o a Celano, dove in ballo c’è la riconversione del vecchio zuccherificio, o a Villanova di Cepagatti, nell’entroterra pescarese, dove pure ci sono comitati e resistenze. Scrivo queste righe non per perorare questa o quella causa e premettendo tutta la stima che è dovuta a chi, in buona fede, si batte per la salvaguardia del territorio nel quale è nato e cresciuto. Ma ho l’impressione che tutte queste vicende siano affette da un deficit d’informazione che, nell’interesse di tutti, andrebbe colmato, mettendo sul tavolo tutte le notizie che servono per compiere un’istruttoria completa su questi progetti. Noi, come giornale, stiamo cercando faticosamente di farlo, ma fiutiamo un clima di pregiudizio che non aiuta.

Eppure le domande a cui dare risposte esaurienti e definitive sono tante e andrebbero date alla luce del sole, avendo il coraggio di guardarsi in faccia e la pazienza di documentarsi su questioni che sono molto complicate e vanno al di là del sì e del no. Esempio: chi sono i signori che stanno dietro sigle come Renovo (Guardiagrele) e che cosa possono restituire al territorio gruppi come Enel Green Power e Maccaferri? Qual è il vero livello delle emissioni nocive che queste centrali scaricherebbero sul territorio? Chi vigilerebbe sul fatto che le inevitabili rassicurazioni iniziali non vengano disattese? La mia proposta è semplice: organizziamo una conferenza regionale sulle biomasse, convocando esperti di provata indipendenza capaci di dare riposte ai tanti interrogativi, tra cui quelli di cui sopra. Non lasciamo che le vicende di cui parlavo all’inizio si risolvano in altrettante dispute di campanile e apriamo un confronto vero, senza bla bla e pistolotti di politici, ma con un focus concreto sulle preoccupazioni che stanno a cuore a tanta gente. Noi, come giornale dell’Abruzzo, siamo disponibili ad accollarci tutta la parte organizzativa, con la solita avvertenza: astenersi perditempo. Buona domenica.

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16apr/120

SEL: un’altra idea di citta’

Continua il confronto tra il Comitato Marsicano NO PowerCrop e i candidati alla carica di sindaco di Avezzano. Sabato pomeriggio abbiamo incontrato Valeria Feragalli, candidata di Sinistra Ecologia e Libertà.

 SEL e i NO POwerCrop hanno manifestato un sostanziale accordo su tutta la linea per quanto riguarda il comune intento di contrastare il progetto della centrale a biomasse targata Powercrop e qualunque altro piano che preveda l’attivazione di impianti similari sul nostro territorio. Il progetto in questione risulta infatti dannoso per l’ambiente e la salute dei cittadini nonché inutile dal punto di vista occupazionale e della produzione di energia. Il Comitato “No powercrop” e SEL si sono trovati d’accordo anche sulla necessità di non fermarsi alla battaglia contro la centrale a biomasse: da questa infatti si deve partire per mettere in discussione l’intero modello di sviluppo della città, fino ad oggi fondato sul consumo scriteriato di territorio, sulla cementificazione, sulla costruzione di enormi centri commerciali che strozzano il piccolo commercio e creano difficoltà anche all’agricoltura locale. D'accordo anche su un’altra idea di economia e di città: più spazi verdi e meno cemento, più risparmio energetico e meno inquinamento, più riciclaggio e meno discariche e inceneritori, più energie rinnovabili e meno combustioni cancerogene.

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18feb/120

Procura de L’Aquila sulla centrale Powercrop di Avezzano

Siamo arrivati ad una svolta, qualcosa si sta muovendo a livello giudiziario, tanto che la Procura de L’Aquila sta indagando sulla centrale biomasse Powercrop di Avezzano. Il riserbo al momento è massimo ma l’inchiesta va avanti già da alcune settimane.

Sappiamo che si stanno operando indagini che hanno portato a  I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Pescara (NOE) a richiedere i resoconti e le registrazioni audio delle sedute della seconda Commissione in Regione che si occupò del progetto Powercrop.
Tra i documenti  acquisiti dai NOE ci sono due audizioni:  quella del del 27 settembre  a cui come Comitato abbiamo partecipato insieme con i sindaci Floris e Cherubini e quella  del 3 novembre 2011. Durante queste audizioni sono stati ascoltati l'Architetto Pisano e Di Ventura, tecnici della Commissione Via (che diedero parere ambientale favorevole all’impianto), politici ed amministratori sul progetto della centrale a biomasse di Borgo Incile e membri del Comitato Marsicano No PowerCrop.

Tra le contestazioni sollevate in audizione c’erano una procedura di valutazione ambientale lacunosa, la mancanza di sopralluoghi da parte della commissione per verificare la situazione sul posto, la mancanza di una inchiesta pubblica (come previsto dall'art 24 comma 6 del D.Lgs. 152/2006) di una relazione tecnica stringata fornita da Powercrop e di strane situazioni verificatesi in corso di Valutazione.

Tra i documenti che la procura di L'Aquila sta rastrellando ci sono anche i resoconti della seconda commissione consiliare in Consiglio regionale.
I carabinieri del NOE, coordinati dal comandante Florindo Basilico, hanno chiesto copie e file audio delle registrazioni di almeno un paio di sedute. E ripercorrendo la procedura amministrativa dell'impianto si scoprono incongruenze e fortissime contestazioni che hanno poi dato luogo anche a manifestazioni e contestazioni popolari

Ecco che cosa è successo nelle commissioni sotto la lente della procura di L'Aquila

Ricordiamoci che il progetto della PowerCrop è finito anche nelle carte dell’inchiesta sui rifiuti di Pescara denominata “Re Mida”. I procuratori pescaresi hanno, infatti, disposto uno stralcio indirizzato a L’Aquila per verificare ulteriori ipotesi di reato. Di particolari interessi parlò l’ex assessore Daniela Stati ai magistrati ai quali illustrò interessi del sindaco di Celano e coordinatore del Pdl, senatore Filippo Piccone, sull’area di 500 metri dove sarebbero previsti ben tre impianti simili.

Per saperne di più:

Prima da noi.it

Terre marsicane.it

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