Comitato Marsicano NO Powercrop
9ott/110

Siamo contrari ad un inceneritore concepito secondo logiche superate, non a biomasse e rinnovabili.

di Massimo De Maio, presidente nazionale Fare Verde

Per Fare Verde essere contrari alla realizzazione di una centrale a biomasse da 32 megawatt  elettrici e 95 termici ad Avezzano, così come essere contrari a eolico e fotovoltaico selvaggio non significa essere contrari alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. Significa, piuttosto, comprendere la portata delle sfide epocali che abbiamo di fronte e individuare un modello energetico realmente capace di futuro. Non sarà realizzando enormi centrali a biomasse, lastricando le nostre campagne di pannelli fotovoltaici e riempendo i nostri crinali di pale eoliche che risolveremo i problemi dell'energia e delle emissioni responsabili del riscaldamento del pianeta.

In Italia, e non solo, si sta vivendo un grosso equivoco rispetto alle fonti alternative: esse vengono concepite nella maggior parte dei casi secondo schemi e modelli del secolo scorso, buoni per petrolio, gas, carbone e uranio, ma non per sole, vento, acqua, biomasse e calore della terra. Si applica, cioè, alle fonti rinnovabili lo stesso identico modello di produzione centralizzata dell'energia utilizzato per le fonti fossili: un grosso sito di produzione e migliaia di utenze collegate e dipendenti da esso.

Così le persone sono portate a pensare che si possano semplicemente sostituire le attuali grosse centrali termoelettriche e nucleari con grandi centrali a biomasse, "parchi" eolici e "campi" fotovoltaici. Cosa evidentemente molto difficile, se non impossibile.

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