Comitato Marsicano NO Powercrop
18feb/120

Procura de L’Aquila sulla centrale Powercrop di Avezzano

Siamo arrivati ad una svolta, qualcosa si sta muovendo a livello giudiziario, tanto che la Procura de L’Aquila sta indagando sulla centrale biomasse Powercrop di Avezzano. Il riserbo al momento è massimo ma l’inchiesta va avanti già da alcune settimane.

Sappiamo che si stanno operando indagini che hanno portato a  I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Pescara (NOE) a richiedere i resoconti e le registrazioni audio delle sedute della seconda Commissione in Regione che si occupò del progetto Powercrop.
Tra i documenti  acquisiti dai NOE ci sono due audizioni:  quella del del 27 settembre  a cui come Comitato abbiamo partecipato insieme con i sindaci Floris e Cherubini e quella  del 3 novembre 2011. Durante queste audizioni sono stati ascoltati l'Architetto Pisano e Di Ventura, tecnici della Commissione Via (che diedero parere ambientale favorevole all’impianto), politici ed amministratori sul progetto della centrale a biomasse di Borgo Incile e membri del Comitato Marsicano No PowerCrop.

Tra le contestazioni sollevate in audizione c’erano una procedura di valutazione ambientale lacunosa, la mancanza di sopralluoghi da parte della commissione per verificare la situazione sul posto, la mancanza di una inchiesta pubblica (come previsto dall'art 24 comma 6 del D.Lgs. 152/2006) di una relazione tecnica stringata fornita da Powercrop e di strane situazioni verificatesi in corso di Valutazione.

Tra i documenti che la procura di L'Aquila sta rastrellando ci sono anche i resoconti della seconda commissione consiliare in Consiglio regionale.
I carabinieri del NOE, coordinati dal comandante Florindo Basilico, hanno chiesto copie e file audio delle registrazioni di almeno un paio di sedute. E ripercorrendo la procedura amministrativa dell'impianto si scoprono incongruenze e fortissime contestazioni che hanno poi dato luogo anche a manifestazioni e contestazioni popolari

Ecco che cosa è successo nelle commissioni sotto la lente della procura di L'Aquila

Ricordiamoci che il progetto della PowerCrop è finito anche nelle carte dell’inchiesta sui rifiuti di Pescara denominata “Re Mida”. I procuratori pescaresi hanno, infatti, disposto uno stralcio indirizzato a L’Aquila per verificare ulteriori ipotesi di reato. Di particolari interessi parlò l’ex assessore Daniela Stati ai magistrati ai quali illustrò interessi del sindaco di Celano e coordinatore del Pdl, senatore Filippo Piccone, sull’area di 500 metri dove sarebbero previsti ben tre impianti simili.

Per saperne di più:

Prima da noi.it

Terre marsicane.it

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • Digg
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
28ott/110

I sindacati tornano alla carica

Riportiamo l'articolo pubblicato su MarsicaNews.it:

"Protesta dei sindaci locali contro la Regione che ha ufficialmente dichiarato non inquinante l’impianto Powercrop e ne ha approvato il progetto. Nel 2006 a seguito della chiusura dello zuccherificio di Celano fu approvata la legge 80 che regolamenta le riconversione del settore bieticolo. A Celano furono assegnati 45 milioni di euro per smantellamento, ammortizzatori sociali e riconversione. Tra questi provvedimenti c’era anche il riassorbimento di 53 lavoratori. L’opposizione dei sindaci e dei consigli comunali di Avezzano e Luco dei Marsi rischia però di far saltare tutto, anche il reimpiego dei lavoratori. Oltre ai sindaci hanno espresso parere contrario anche i residenti, le istituzioni locali e provinciali, le organizzazioni agricole, il Corpo Forestale dello Stato, le associazioni ambientaliste e la Riserva Naturale regionale del Monte Salviano.”Su questa situazione bisogna prendere una decisione definitiva e in fretta” ha affermato Leonardo Lippa, responsabile provinciale di Uila Uil, “non solo per i lavoratori, ma anche per l’indotto che è venuto a mancare dopo la fine del settore bieticolo nel Fucino. Secondo le leggi in vigore il progetto è stato ritenuto in regola e non possono essere i sindaci, che forse vedono troppi fantasmi, a decidere contro ciò che l’attuale legislazione prevede”. “Se l’impianto è inquinante”, ha aggiunto, “allora lo dicano gli organi preposti a farlo, ma se così non è si proceda alla realizzazione del progetto e al conseguente riassorbimento dei lavoratori che il 31 dicembre si ritroveranno, altrimenti, senza un reddito” cassa integrazione scade infatti alla fine dell’anno e non potrà essere più rinnovata. "

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • Digg
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS