Comitato Marsicano NO Powercrop
17set/110

Fucino e biomasse

Tratto da "Il MArtello del Fucino"

Dopo l’inaspettata e tardiva pubblicazione, sul BURA regionale, del giudizio positivo di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di centrale a biomasse PowerCrop (a distanza di un anno dalla sua emanazione!), si è  ricominciato a parlare di questa sciagurata idea. Nei giorni scorsi i quotidiani locali hanno dato conto di alcune supposizioni dietrologiche, e hanno parlato del “no” ribadito dal Comune di Avezzano: tuttavia l’impressione di alcuni è che questo “no” sia stato dato per dovere, senza vera convinzione.
In realtà pochi sanno bene cosa sia questa centrale; e pochi sanno che si tratta di un progetto folle e insensato, che causerebbe un impatto grave sulla salute degli abitanti, sull’economia e sull’ambiente dell’intero bacino fucense. Un dato è certo e acclarato: l’approvvigionamento delle biomasse lignee necessarie per un impianto del genere è assolutamente aleatorio, il Fucino non è in grado di fornire il materiale primo per il funzionamento di tali centrali: il rischio che si passi ad altri tipi di “biomasse”– e ci fermiamo qui – è quindi tutt’altro che remoto.

In questa situazione si è tenuta, giovedì scorso (15 settembre 2011), una nuova assemblea organizzata dal Comitato di Borgo Incile, e gli interventi dei cittadini e dei non-politici si sono soffermati sui seguenti punti:
1) la “Politica” con la “P”maiuscola si è del tutto disinteressata di quello che è l’ennesimo attacco all’intero territorio fucense. Basti pensare che lo scorso anno tutti i sindaci della Marsica erano stati invitati ad una riunione organizzata dal Comune di Luco: ebbene, oltre al sindaco promotore (quello di Luco) si presentò il solo sindaco di Sante Marie. Insomma, ogni paese della Marsica guarda al proprio orticello, e si disinteressa di tutto il resto, come se tra ogni paese vi fossero distanze di centinaia di Km.;

2) il territorio sembra subire una sorta di attacco ”a tenaglia”: da est, con la discarica gioiese-pescinese di Valle dei fiori, si tenta il colpo fatale ai bacini idrici del Fucino (e a tal proposito uno dei presenti ha sottolineato l’osceno proposito di ACIAM S.p.A. di usare i pozzi dell’acqua potabile come pozzi-spia); da est, con il termovalorizzatore a biomasse PowerCrop, si immettono diossine ed altri elementi tossici nell’aria che tutti noi respiriamo. Da nord si massacra il territorio con
cave e cementifici. Di là vengono le infiltrazioni della  malavita…;


3) i poteri forti e i lobbysti che sostengono questi progetti sono uniti, decisi, e compatti. Per contro, chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini è assente, oppure interessato solo a ciò che accade nel ristretto perimetro delle mura cittadine. Risultato: la centrale PowerCrop è ritenuto un fatto che coinvolge solamente Borgo Incile, e nello stesso centro di Avezzano la si vede come una questione non cittadina. Al contrario, questo devastante progetto provocherebbe un gravissimo
impatto su tutta la Marsica: e di questo dovrebbero rendersi conto tutti i cittadini e amministratori locali, a partire da quelli dei paesi del Fucino, che respirano la stessa aria di quelli dell’Incile;

4) la presunta riconversione del Fucino è solo una presa in giro, è qualcosa che non esiste: è stata solo la scusa per presentare un progetto altamente speculativo. Da parte dei politici presenti si è parlato sostanzialmente delle interrogazioni e audizioni che intendono chiedere alla Regione. Si è parlato anche dei vari ricorsi al Tar. Ma tutti sanno che se non vi sarà a breve una presa di coscienza di tutti i cittadinimarsicani non vi sarà nulla da fare contro il folle progetto della  PowerCrop.

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