Comitato Marsicano NO Powercrop
8apr/090

Cosa dichiara il Corpo Forestale dello Stato?

Anche il Corpo Forestale dello Stato si esprime in modo negativo riguardo alla centrale a  biomasse della Power Crop lo fa inviando ben due documenti alla giunta Regionale, uno in data 01/10/2008 e il successivo in data 24/03/2009. (scarica documenti in dpf). Nei documenti è scritto che:

[...]il progetto così impostato è molto generico relativamente alle fonti di approvvigionamento della materia prima per il funzionamento dell'impianto laddove si riferisce alle compagini forestali. Peraltro viene escluso l'interessamento del vincolo idrogeologico dalla sfera di influenza operativa dell'impianto senza considerare che i boschi da cui dovrebbe essere prelevata la biomassa, per lo più hanno le limitazioni d' uso imposte dalla Legge 3267/1923. Altresì sono quasi tutti demaniali e vi è su di essi il diritto di uso-civico delle popolazioni locali. Inoltre un prelievo consistente di legname implica la costruzione di piste e  strade, con riflessi negativi sulla funzionalità degli  ecosistemi forestali e sulla stabilità dei versanti montani.

Non si entra nella fattibilità della riconversione di terreni agricoli anche se si hanno forti perplessità che una operazione del genere possa avere successo tenendo presente che nei terreni prescelti, seminativi non irrigui, vi è un fattore molto limitante che è la carenza idrica, la quale è notoriamente essenziale per una adeguata produzione di massa legnosa dal pioppo. Pertanto, a giudizio dell'ufficio scrivente, dovrebbero essere riviste radicalmente le fonti di approvvigionamento della biomassa altrimenti si rischia di costruire un impianto che poi avrebbe grandi difficoltà di ottimizzazione del processo produttivo per la carenza della materia prima [...]

E ancora si trova scritto nei documenti presentati dalla Forestale:

la realizzazione della centrale muove pesanti perplessità:
1) L'impianto di che trattasi certamente costituirà un forte impatto ambientale, attese le caratteristiche orografiche e i valori ambientali e paesaggistici sia del territorio comunale di Avezzano, ove avrà sede  l'impianto che più in generale dell'intero comprensorio marsicano;

2) Per mantenere attivo l'impianto necessitano enormi quantitativi di materiale legnoso, il cui trasporto è stimato in 100 TIR/giorno, a cui vanno sommati i TIR per il trasporto dei rifiuti e dei reagenti per il processo di impianto, con indubbie e pesanti conseguenze negative a livello di inquinamento;

3)   L'impianto è fonte di rifiuti di notevole entità: rifiuti non pericolosi costituiti dalle ceneri e rifiuti pericolosi costituiti dalle polveri di elettrofiltro e filtro a maniche di tessuto;

4) gli inquinanti emessi nella combustione quali ossidi di azoto, furani (analoghi delle diossine), ossidi di carbonio, acidi...creeranno serie ipotesi di danno per la salute pubblica e per l'ambiente essndo sostanze altamente cancerogene e mutagene;

5) I costi per mantenere tale impianto sono ingenti;

Ciò premesso - conclude il Corpo Forestale dello Stato - considerati tutti i motivi citati si ritiene di esprimere preliminarmente parere negativo.

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