Comitato Marsicano NO Powercrop
7mar/090

La posizione delle Organizzazioni Professionali Agricole

6 Marzo 2009- Le organizzazioni Professionali Agricole, dapprima firmatarie nell'accordo di riconversione dell' ex zuccherificio di Celano fanno marcia indietro (per fortuna!) e ritirano la loro firma.

Lo fanno sottoscrivendo una nota congiunta (scarica documento completo pdf) con la quale precisano che:

"in occasione di vari incontri, anche nelle sedi istituzionali, la società proponente (la Power Crop), non ha fugato le perplessità sul progetto soprattutto in riferimento alla salvaguardia degli interessi agricoli che, con la chiusura dello Zuccherificio, sono stati gravemente compromessi avendo perso l’opportunità di avere, nel Fucino, una coltura industriale complementare agli ortaggi.

La riconversione ipotizzata, infatti, prevede oltre alla costruzione di:
1. una centrale per la produzione di energia da biomassa dal costo di oltre 90 milioni di Euro a carico della proponente.
2. un generico impianto dal costo ipotizzato di 10 milioni di euro a beneficio dell’orticoltura con investimenti a carico prevalentemente degli imprenditori agricoli.

Il progetto di riconversione prospettato, pertanto, è stato ritenuto dalle OOPPAA di nessuna utilità per le aziende agricole del comprensorio Marsicano danneggiate dalla dismissione della produzione di zucchero con una evidente strumentalità sulla connessione del progetto agli interessi dell’agricoltura per le seguenti ragioni:
1. il Fucino non potrà mai concorrere alla produzione delle biomasse richieste in quanto i terreni sono vocati alle produzioni di ortaggi, non esistono, inoltre, le condizioni per produrre biomasse nel Fucino, fuori Fucino e Campi Palentini, né pare che le risultanze sperimentali abbiano dato risultati positivi e che i pochi terreni disponibili allo scopo non sono in grado di alimentare un generatore di tali dimensioni.
2. il prezzo degli affitti e la piccola maglia poderale non si conciliano con le produzioni estensive e/o poliennali.
3. il progetto di investimento nell’area non tiene conto delle reali esigenze delle aziende agricole del Fucino: razionalizzazione dei sistemi irrigui, manutenzione straordinaria delle opere di bonifica: strade, ponti, canali.
4. l’investimento appare in stridente contrasto con la necessità di migliorare l’immagine e la qualità dei prodotti agricoli del Fucino testimoniata dall’avvenuto riconoscimento dell’IGP della carota e quello in itinere per la patata".

 In data 6 marzo 2009 Confagricoltura L’Aquila, Coldiretti L’Aquila e CIA L’Aquila, con nota indirizzata a tutte le parti in causa, ritirano la propria firma su tutte le intese per la palese violazione di clausole ed impegni che qui si riassumono:
1) SADAM-POWERCROP Spa non ha dimostrato alcun concreto interesse e non si è impegnata, come per la Centrale a biomasse, per far partire il progetto riguardante la c.d. filiera agricola, rinviando ad una ipotetica disponibilità a collaborare con l’imprenditoria locale, peraltro mai sufficientemente informata, per la realizzazione di un “ Centro di Trasformazione Orticola “.

2) SADAM-POWER-CROP Spa non ha fornito il numero delle aziende agricole che hanno sottoscritto i contratti di coltivazione sperimentali né ha fornito i dati della produzione delle biomasse e le risultanze della sperimentazione effettuata sui vari comprensori.

3) Né la Regione Abruzzo né l’ARSSA hanno dimostrato interesse all’iniziativa la prima non prevedendo alcun tipo di beneficio per le aziende che si impegnano alle riconversioni produttive ai sensi del Reg. CE n 320/06, l’Agenzia di Sviluppo Agricolo non avendo svolto alcuna attività di monitoraggio della sperimentazione condotta né producendo alcuna informativa ufficiale sullo stato dell'arte del progetto è apparso subito insolito, che un progetto di tale portata, nella fase di presentazione, fosse carente dell’elemento essenziale rappresentato dal piano di approvvigionamento delle biomasse. Infatti, solo nel corso della procedura VIA, la POWER CROP Spa, anche a seguito di specifiche richieste, completa la documentazione progettuale fornendo uno studio elaborato dalla Soc NOMISMA Spa dal titolo “Piano di Approvvigionamento dell’Impianto POWER CROP di Avezzano”.
Il lavoro del noto ed accreditato istituto di ricerca è accurato e documentato e cerca di  dimostrare l’esistenza di un bacino potenziale di produzione di biomasse derivanti da risorse forestali e colture dedicate nel raggio di 70 Km dall’impianto. Tuttavia la lettura dello studio, che si basa su dati prelevati dal censimento dell’agricoltura italiana del 2000 (ben 10 anni fa), e senza citare alcuna risultanza sperimentale o verifica in campo evidenzia l’estrema teoricità delle conclusioni con una ricostruzione delle potenzialità agricole del tutto fuorvianti.

Dopo altri elementi scaturiti da un'attenta analisi tecnica, scientifica ed economica. le OO.PP.AA. concludono scrivendo che "Il sito prescelto, Avezzano, dalla Soc. Power-Crop per la costruzione della centrale a Biomassa risponde più ad esigenze di carattere industriale che di razionalità e sostenibilità ambientale".

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