Comitato Marsicano NO Powercrop
24set/070

Avezzano – estate 2007 arriva la centrale a biomasse Power Crop

A Borgo Incile di Avezzano la Power Crop costruirà un inceneritore a biomasse. Di cosa si tratta?

A seguito del Programma nazionale di ristrutturazione del settore bieticolo saccarifero (art. 6 Reg. CE 320/2006) (scarica pdf) l'ex zuccherificio di Celano viene riconvertito a stabilimento per la lavorazione dei prodotti ortofrutticoli del Fucino; in tale contesto, però,  la Eridania- Sadam Spa (gruppo Maccaferri) invece che presentare un progetto per uno stabilimento in cui lavorare le nostre produzioni ortofrutticole, presenta un progetto completamente  diverso, sviluppato dalla società Power Crop, per la messa in esercizio di un impianto per la produzione di energia alimentato da 270 mila tonnellate/anno. Si tratta di una centrale a biomasse della potenza di 32 MW elettrici e 93 MW termici,  per un investimento totale di 92 milioni di euro.

Scopo della riconversione dovrebbe essere quello di ricompensare gli agricoltori del Fucino della perdita della barbabietola e creare una nuova filiera di produzione ortofrutticola che in qualche modo ricollochi anche i  70 lavoratori dell'ex  zuccherificio di Celano attualmente in cassintegrazione, ma a quanto pare la multinazionale ha in mente ben altro futuro per questo territorio.

Analizzando la questione vengono fuori le prime anomalie:

1) Non esiste ad oggi alcun progetto in cui si parla di uno stabilimento per la lavorazione dei prodotti agricoli del Fucino a Celano (ovvero sul sito per cui è prevista la riconversione);

2) Al contrario presso la Regione Abruzzo, la Power Crop ha depositato il progetto, con relativo Studio di Impatto Ambientale, della centrale a biomasse, è iniziato così l'iter burocratico per la realizzazione dell'inceneritore.

3) La centrale sorgerà sul territorio del Comune di Avezzano (non sui terreni per cui è prevista la riconversione, ovvero Celano), il quale per altro è sempre stato tenuto fuori dai tavoli di concertazione. il 19 settembre 2007 a firmare l'accordo presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali furono la Regione Abruzzo, Le categorie Agricole, la Provincia dell'Aquila, le società Sadam, Eridania, Power Crop e il Comune di Celano.


E quindi mentre ad Avezzano l'amministrazione comunale aveva altro a cui pensare a Roma il Vicepresidente della provincia Oreste Cambise e il consigliere Benito Marcanio esprimevano soddisfazione per la nascita del termovalorizzatore a biomasse ad Avezzano: “Un accordo soddisfacente – ha commentato Cambise- sia sotto il profilo produttivo, sia per le nuove possibilità di sviluppo e investimento”. Il senatore Filippo Piccone, dal canto suo, ha detto: “Possiamo finalmente essere soddisfatti per la positiva conclusione del tavolo, dove è stato raggiunto un risultato concreto per il nostro territorio” [!]. Ancor più esplicita la dichiarazione di Benito Marcanio: “La ratifica dell’accordo segna il passaggio a una nuova era”. (cit. Briganti di SITE.it)

4) Secondo quanto dichiarato dalla stessa società e dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie questo progetto dovrebbe servire a reinserire da un punto di vista lavorativo i 70 lavoratori dell'ex zuccherificio di Celano attualmente in cassa integrazione. In realtà l'accordo prevede il reinserimento di circa 25-27 unità di cui 15 selezionate esclusivamente dalla Power Crop...la domanda è: se i lavoratori da inserire sono 70, mentre i posti disponibili all'interno della centrale a biomasse sono circa una ventina (meno 15)....in base se a quale logica (clientelare?) verranno scelti i 10 lavoratori in cassintegrazione   e sopratutto che fine sarà degli altri 60?

L'accordo firmato tra la Power Crop e i soggetti sopracitati presenta delle curiosità interessanti che non sono sfuggite all'occhio attento del giornalista e direttore di SITE.it  Angelo Venti, il quale in  nome del diritto dei cittadini ad essere informati su questioni che li riguardano direttamente. ha ritenuto opportuno divulgarle per mezzo del suo ciclostile BRIGANTI (scarica pdf):

- All’Art. 4, (Collaborazione tra le parti) - si legge che - ...In particolare, le parti concorderanno un Piano di comunicazione che consenta di mettere in rilievo le specificità del Progetto, la portata sociale e ambientale, le spiccate caratteristiche di integrazione e le ricadute sul territorio”.
-Ma nel successivo “Art. 5 (segretezza delle informazioni) - troviamo scritto - Ciascuna parte si impegna a mantenere riservata ogni informazione tecnica e/o commerciale, verbale o scritta, ricevuta dall’altra Parte e ad utilizzarla per i soli scopi del Presente Accordo di Programma, anche dopo la cessazione dei suoi termini di validità. Resta inteso che le parti concorderanno quali informazioni verranno rese pubbliche nell’ambito del Piano di Comunicazione”.

Alla faccia della trasparenza!

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